Lettori fissi

sabato 26 febbraio 2011

Neanche un rumore

 Neanche un rumore
 neanche uno stupido
 rumore.
 Nell'aria mi assale
 il silenzio forte
 di quell'unico grido.
 Tu.

Maschere

Apparire, come non si è.
Cercare, provare, trovare. Sé.
Maschere tangono volti nudi.
Occhi che brillano da fori inadatti.
Ma sono solo maschere, che fingono,
che non si svelano.
Appaiono e scompaiono.
Muoiono.
Crudele società infiltrata nell'essere.
Pare integrarlo, ma lo disintegra.
In frammenti. Dolorosi frammenti di una maschera;
che appare, e in un attimo,
scompare.

Giocando

Nella vita mi attraversa un gioco,
puro divertimento di un momento,
assisto con oggettività impura.
Ma sono io.
Mi vedo. E vivo.
Non manca nulla, null'altro che un sorriso.
Eccolo.

Emozione

Emozione. Cos'è?
La si percepisce, e in quel momento,
è allora che è.
Violante della staticità,
paradigma infinito di una pluralità di stati.
Piccola luce, grande radio.
Era, non è più.
Nell'attimo fuggente che mi inebria.
Che fugge. E non torna.
Mai.

E se fossi

E se fossi 
il vento,
spazzerei via, ciò che distrugge,
placando il troppo calore
che affligge l'animo;
implacabile moto di sensazioni,
turbine di idee.
Volano via come farfalle all'orizzonte
si disperdono. Libere.
E se fossi
il vento.
Resterebbero li.
Nell'eterno parallellismo di quell'aura.
Dolce infinito di un'orizzonte.